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	<title>Comments on: Iva al 4%: paparazzate da Palazzo</title>
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	<description>Just another BBN MultiBlogs weblog</description>
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		<title>By: Gorgio Draghetti</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-411</link>
		<dc:creator>Gorgio Draghetti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 07:52:30 +0000</pubDate>
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		<description>Come scrive Mario, è davvero difficile inquadrare il problema in modo completo.
Il tema &quot;tipo di contenuto&quot; è (dovrebbe essere)importante nella decisione di concedere sgravio fiscale ma perché (come scrive anche Livio) non dovremmo preoccuparci anche della qualità di questo contenuto? Non ha forse una dignità pari al tipo di contenuto?
Un libro di scuola deve avere più o meno sgravio rispetto ad un libro di squola?
Che facciamo? Una commissione per assegnare gli sgravi?

Proposta: IVA al 20% su tutto (carta compresa) e poi il consumatore, sulla base del contesto di acquisto (condizione personale, tipo di bene, reddito dichiarato, ...) detrae l&#039;IVA versata per l&#039;acquisto di beni e servizi di formazione e cultura.

Infiniti prodotti per infiniti mercati ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come scrive Mario, è davvero difficile inquadrare il problema in modo completo.<br />
Il tema &#8220;tipo di contenuto&#8221; è (dovrebbe essere)importante nella decisione di concedere sgravio fiscale ma perché (come scrive anche Livio) non dovremmo preoccuparci anche della qualità di questo contenuto? Non ha forse una dignità pari al tipo di contenuto?<br />
Un libro di scuola deve avere più o meno sgravio rispetto ad un libro di squola?<br />
Che facciamo? Una commissione per assegnare gli sgravi?</p>
<p>Proposta: IVA al 20% su tutto (carta compresa) e poi il consumatore, sulla base del contesto di acquisto (condizione personale, tipo di bene, reddito dichiarato, &#8230;) detrae l&#8217;IVA versata per l&#8217;acquisto di beni e servizi di formazione e cultura.</p>
<p>Infiniti prodotti per infiniti mercati &#8230;</p>
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		<title>By: Livio</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-405</link>
		<dc:creator>Livio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 18:11:32 +0000</pubDate>
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		<description>Se proprio proprio, avrebbe un senso abbassare l&#039;IVA per gli ebook accessibili premiando questa qualità... ecco, l&#039;ho detto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se proprio proprio, avrebbe un senso abbassare l&#8217;IVA per gli ebook accessibili premiando questa qualità&#8230; ecco, l&#8217;ho detto.</p>
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		<title>By: Ebook ed ingiustizia fiscale &#171; Speculum Maius</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-403</link>
		<dc:creator>Ebook ed ingiustizia fiscale &#171; Speculum Maius</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 09:12:40 +0000</pubDate>
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		<description>[...] ed ingiustizia&#160;fiscale  19 07 2010   Un post telegrafico per segnalarvi la lettera aperta ad Agostino Quadrino della Garamond da parte di Mario Guaraldi, in cui si spiegano le ragioni per [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] ed ingiustizia&nbsp;fiscale  19 07 2010   Un post telegrafico per segnalarvi la lettera aperta ad Agostino Quadrino della Garamond da parte di Mario Guaraldi, in cui si spiegano le ragioni per [...]</p>
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		<title>By: Mario Rotta</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-401</link>
		<dc:creator>Mario Rotta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 07:17:05 +0000</pubDate>
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		<description>Posso aggiungere qualcosa? Non tanto sul problema dell&#039;IVA, ho pubblicato molto e collaboro con Garamond ma non sono un editore e per me è difficile inquadrare i termini della questione, anche se istintivamente mi verrebbe da dire che un&#039;IVA più leggera può essere utile. Ma quello che vorrei aggiungere riguarda la semantica dei libri: i libri non si definiscono certo in base alla forma, ma enanche soltanto in base al contenuto. I libri hanno anche una loro &quot;struttura&quot; (che è cosa diversa dalla forma), ed è su questo che si gioca in gran parte la differenza tra libro a stampa e libro digitale, e tra le tante diverse possibii tipologie di libri digitali. I libri digitali non si caratterizzeranno per i video o i link che contengono (questo è davvero un dibattito sterile, in tutto e per tutto simile ad analoghe discussioni dei primi anni 90 sul multimedia educational). Si caratterizzeranno per il modo in cui video, link o quant&#039;altro entreranno in relazione con il testo e ne determineranno la struttura, in funzione dei contesti e dei profili degli utenti che di fatto determineranno il valore d&#039;uso di quel libro. Insomma, per la prima volta abbiamo la possibilità di uscire dallo schema chiuso e autoreferenziale in base a cui il libro è il risultato di una volontà dell&#039;autore mediata da aggiustamenti e suggerimenti dell&#039;editore, per esplorare uno scenario in cui il libro è il prodotto fluido delle risposte che riusciremo a dare ai bisogni reali dei lettori/utenti. Non so se questo possa o debba avere a che fare con il modo in cui si calcolerà l&#039;IVA sui libri digitali, ma forse non si potrà più ragionare in termini di imposte e valore...
Mario Rotta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Posso aggiungere qualcosa? Non tanto sul problema dell&#8217;IVA, ho pubblicato molto e collaboro con Garamond ma non sono un editore e per me è difficile inquadrare i termini della questione, anche se istintivamente mi verrebbe da dire che un&#8217;IVA più leggera può essere utile. Ma quello che vorrei aggiungere riguarda la semantica dei libri: i libri non si definiscono certo in base alla forma, ma enanche soltanto in base al contenuto. I libri hanno anche una loro &#8220;struttura&#8221; (che è cosa diversa dalla forma), ed è su questo che si gioca in gran parte la differenza tra libro a stampa e libro digitale, e tra le tante diverse possibii tipologie di libri digitali. I libri digitali non si caratterizzeranno per i video o i link che contengono (questo è davvero un dibattito sterile, in tutto e per tutto simile ad analoghe discussioni dei primi anni 90 sul multimedia educational). Si caratterizzeranno per il modo in cui video, link o quant&#8217;altro entreranno in relazione con il testo e ne determineranno la struttura, in funzione dei contesti e dei profili degli utenti che di fatto determineranno il valore d&#8217;uso di quel libro. Insomma, per la prima volta abbiamo la possibilità di uscire dallo schema chiuso e autoreferenziale in base a cui il libro è il risultato di una volontà dell&#8217;autore mediata da aggiustamenti e suggerimenti dell&#8217;editore, per esplorare uno scenario in cui il libro è il prodotto fluido delle risposte che riusciremo a dare ai bisogni reali dei lettori/utenti. Non so se questo possa o debba avere a che fare con il modo in cui si calcolerà l&#8217;IVA sui libri digitali, ma forse non si potrà più ragionare in termini di imposte e valore&#8230;<br />
Mario Rotta</p>
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	<item>
		<title>By: noa</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-399</link>
		<dc:creator>noa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 22:12:18 +0000</pubDate>
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		<description>e comunque [OT per quanto riguarda l&#039;iva] Livio ha ragione sulla questione &quot;150 pagine, 66 video embedded, 999 link&quot;.
Mario, Agostino, Giacomo, siamo 4 editori qui, e tutti noi abbiamo inserito audio e video nei file in tempi non sospetti, e nessuno di noi si è mai fregiato di aver pubblicato il primo vero ebook italiano :D 
[/OT]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e comunque [OT per quanto riguarda l'iva] Livio ha ragione sulla questione &#8220;150 pagine, 66 video embedded, 999 link&#8221;.<br />
Mario, Agostino, Giacomo, siamo 4 editori qui, e tutti noi abbiamo inserito audio e video nei file in tempi non sospetti, e nessuno di noi si è mai fregiato di aver pubblicato il primo vero ebook italiano :D<br />
[/OT]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Livio</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-398</link>
		<dc:creator>Livio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 20:05:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://guaraldi.bibienne.net/?p=117#comment-398</guid>
		<description>Non sono per niente d&#039;accordo. Gli editori stanno puntando sugli ebook solo per rimpolpare il proprio portafoglio, non gliene può fregare di meno del libro elettronico. Gli ebook vengono venduti a prezzi altissimi, per quale motivo dovrebbero godere di una regalia come l&#039;iva al 4%? solo per maggiorare il profitto? Perché invece i venditori di ebook non decidono di vendere i propri prodotti a un prezzo più sensato e realistico? Così sì che forse qualcuno se ne venderebbe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono per niente d&#8217;accordo. Gli editori stanno puntando sugli ebook solo per rimpolpare il proprio portafoglio, non gliene può fregare di meno del libro elettronico. Gli ebook vengono venduti a prezzi altissimi, per quale motivo dovrebbero godere di una regalia come l&#8217;iva al 4%? solo per maggiorare il profitto? Perché invece i venditori di ebook non decidono di vendere i propri prodotti a un prezzo più sensato e realistico? Così sì che forse qualcuno se ne venderebbe.</p>
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	<item>
		<title>By: Giacomo Bruno</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-397</link>
		<dc:creator>Giacomo Bruno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 19:08:28 +0000</pubDate>
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		<description>Noi di Bruno Editore abbiamo aderito all&#039;iniziativa per la richiesta di riduzione dell&#039;Iva. Al di là delle motivazioni &quot;storiche&quot; di come si è arrivati all&#039;Iva 4% sul cartaceo, credo che quello che conta veramente, oggi, sia non penalizzare il nascente mercato degli ebook con un&#039;Iva che automaticamente gonfia il prezzo rispetto al libro. E se la conseguenza di un abbassamento è anche quello di ridurre il prezzo al lettore, allora ben venga due volte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noi di Bruno Editore abbiamo aderito all&#8217;iniziativa per la richiesta di riduzione dell&#8217;Iva. Al di là delle motivazioni &#8220;storiche&#8221; di come si è arrivati all&#8217;Iva 4% sul cartaceo, credo che quello che conta veramente, oggi, sia non penalizzare il nascente mercato degli ebook con un&#8217;Iva che automaticamente gonfia il prezzo rispetto al libro. E se la conseguenza di un abbassamento è anche quello di ridurre il prezzo al lettore, allora ben venga due volte.</p>
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		<title>By: Livio</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-396</link>
		<dc:creator>Livio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 18:35:20 +0000</pubDate>
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		<description>Che vergogna, il &quot;primo vero ebook italiano&quot; (???) sarebbe tale perché ha 150 pagine, 66 video embedded, 999 link? ma che roba è? Una cosa così deve avere l&#039;iva al 130%, altro che.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che vergogna, il &#8220;primo vero ebook italiano&#8221; (???) sarebbe tale perché ha 150 pagine, 66 video embedded, 999 link? ma che roba è? Una cosa così deve avere l&#8217;iva al 130%, altro che.</p>
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	<item>
		<title>By: noa</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-394</link>
		<dc:creator>noa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 16:43:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://guaraldi.bibienne.net/?p=117#comment-394</guid>
		<description>Difficile prendere una posizione senza cadere nella tentazione della strada più facile, o meglio più diretta, scelta da Barberio e caldeggiata dai più. 
Diciamolo, all&#039;editore digitale l&#039;iva ridotta consente di abbassare il prezzo di copertina, e per tutti noi – e per l&#039;utente finale – è importante. Ovvio che molti non stiano a porsi molte domande, abbattere tutto al 4 significa adeguare il digitale al cartaceo, senza tante manfrine ideologiche, e quindi è sicuramente la manovra più veloce. 
Però io una riflessione sul valore (d&#039;uso? di stima?) del bene libro la farei: il testo scolastico non è forse un bene di prima necessità? qual è l&#039;aliquota del pane?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile prendere una posizione senza cadere nella tentazione della strada più facile, o meglio più diretta, scelta da Barberio e caldeggiata dai più.<br />
Diciamolo, all&#8217;editore digitale l&#8217;iva ridotta consente di abbassare il prezzo di copertina, e per tutti noi – e per l&#8217;utente finale – è importante. Ovvio che molti non stiano a porsi molte domande, abbattere tutto al 4 significa adeguare il digitale al cartaceo, senza tante manfrine ideologiche, e quindi è sicuramente la manovra più veloce.<br />
Però io una riflessione sul valore (d&#8217;uso? di stima?) del bene libro la farei: il testo scolastico non è forse un bene di prima necessità? qual è l&#8217;aliquota del pane?</p>
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	<item>
		<title>By: Agostino Quadrino</title>
		<link>http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/#comment-393</link>
		<dc:creator>Agostino Quadrino</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 16:07:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://guaraldi.bibienne.net/?p=117#comment-393</guid>
		<description>Caro Mario,

parto dalla tua conclusione, che sottoscrivo in pieno: &quot;un libro è un libro in qualunque forma si presenti, è il suo contenuto non la sua forma&quot;. Perfetto. Ma proprio per questo  non sarei favorevole ad una proliferazione di aliquote IVA sui vari generi. Un prodotto del pensiero, un&#039;opera dell&#039;ingegno e&#039; tale ed ha (o non ha) un valore indipendentemente dalla sua destinazione e ancora meno dal suo contenuto. Chi potrebbe infatti valutarlo &quot;oggettivamente&quot;? Per gli altri prodotti le classificazioni merceologiche sono piu&#039; facili, ma per il &quot;libro&quot; come definire criteri oggettivi?

Per questo, pur conoscendo bene le ragioni dell&#039;aliquota IVA ridotta monofase (la compensazione forfettaria delle rese), ed essendo del tutto evidente che esse non possono essere applicate ad un bene come l&#039;Ebook che, per la sua natura immateriale, non ha &quot;rese&quot;, resto convinto che l&#039;adeguamento sia del tutto legittimo ed anzi assolutamente necessario. 

Se il regime attuale dell&#039;IVA sui libri e&#039; questo, non c&#039;e&#039; nessun motivo per non estenderlo anche a queli digitali, una volta ammesso che di &quot;libri&quot; si tratta. Certamente e&#039; un vantaggio rispetto alle tirature a stampa su cui si versa l&#039;IVA prima della resa, ma e&#039; un vantaggio che va a favore del consumatore e del sistema di produzione, e dunque rappresenta a mio avviso un impulso forte all&#039;innovazione, che non posso non considerare positivo.

E&#039; questa la ragione per cui aderisco alla campagna di Barberio, che ha anche il merito di riportare l&#039;attenzione dell&#039;opinione pubblica e dei politici sui temi a noi cari dell&#039;innovazione e del cambiamento nella produzione e distribuzione della conoscenza e delle idee.

Un caro saluto.

Agostino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mario,</p>
<p>parto dalla tua conclusione, che sottoscrivo in pieno: &#8220;un libro è un libro in qualunque forma si presenti, è il suo contenuto non la sua forma&#8221;. Perfetto. Ma proprio per questo  non sarei favorevole ad una proliferazione di aliquote IVA sui vari generi. Un prodotto del pensiero, un&#8217;opera dell&#8217;ingegno e&#8217; tale ed ha (o non ha) un valore indipendentemente dalla sua destinazione e ancora meno dal suo contenuto. Chi potrebbe infatti valutarlo &#8220;oggettivamente&#8221;? Per gli altri prodotti le classificazioni merceologiche sono piu&#8217; facili, ma per il &#8220;libro&#8221; come definire criteri oggettivi?</p>
<p>Per questo, pur conoscendo bene le ragioni dell&#8217;aliquota IVA ridotta monofase (la compensazione forfettaria delle rese), ed essendo del tutto evidente che esse non possono essere applicate ad un bene come l&#8217;Ebook che, per la sua natura immateriale, non ha &#8220;rese&#8221;, resto convinto che l&#8217;adeguamento sia del tutto legittimo ed anzi assolutamente necessario. </p>
<p>Se il regime attuale dell&#8217;IVA sui libri e&#8217; questo, non c&#8217;e&#8217; nessun motivo per non estenderlo anche a queli digitali, una volta ammesso che di &#8220;libri&#8221; si tratta. Certamente e&#8217; un vantaggio rispetto alle tirature a stampa su cui si versa l&#8217;IVA prima della resa, ma e&#8217; un vantaggio che va a favore del consumatore e del sistema di produzione, e dunque rappresenta a mio avviso un impulso forte all&#8217;innovazione, che non posso non considerare positivo.</p>
<p>E&#8217; questa la ragione per cui aderisco alla campagna di Barberio, che ha anche il merito di riportare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica e dei politici sui temi a noi cari dell&#8217;innovazione e del cambiamento nella produzione e distribuzione della conoscenza e delle idee.</p>
<p>Un caro saluto.</p>
<p>Agostino</p>
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