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Content is king.
postato da mario guaraldi in Biblioteche, Editoria digitale, Eventi

Come ci piace questa frase !
È un po’ come dire che il nome più bello di Patria è Biblioteca. Già, perche biblioteca vuole dire “contenuti”, e noi subito aggiungiamo “culturali”: le radici della Patria stanno nella sua cultura e la sua cultura sta in Biblioteca. Dunque, Google è la nostra vera Patria !
Già. Ma è vero anche che di notte tutti gatti sono neri e solo il fatto che i libri fossero di carta li rendeva merceologicamente “simili”.
Ma oggi, con l’e-book ?
Non c’è più nulla che garantisca che una cazzata new-age sugli angeli, un saggio di “autoaiuto” su come aumentare la propria “autostima” erotica facendo ciuf-ciuf a tutto spiano, un libro di filosofia teoretica, un trattato di troduttologia e uno di storia dell’arte di un pittore minore del settecento, siano la stessa cosa.
Anzi, sono “generi” radicalmente diversi, spesso e volentieri opposti. Contenuti diversi, prodotti diversi.
E allora? Iva a parte, cosa succederà sulle nuove piattaforme distributive, dato che, appunto, “content is king”? Cosa caratterizzerà il futuro dell’e-book, di questo contenuto “immateriale”, nel nuovo mercato planetario dei contenuti ?
Questo “re” agognato è il vero discrimine del futuro digitale: “a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.
Tradotto: al Mercato quello che è Merce (magari deteriorata, o “scaduta”, o transgenica, insomma i “libracci”, e alla Cultura ciò che le compete: la ricerca, la qualità, soprattutto la formazione. Che qui chiamiamo, con orgoglio ed enfasi, “la nicchia”.
Linea di confine, come sempre ambigua, l’informazione e la narrativa: che possono scegliere (e scelgono) di stare al di qua o al di là della frontiera….
Su questi argomenti il seminario all’eBookFest, 10/11/12 settembre 2010 a Fosdinovo
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Eruzioni di idee all’alba del secolo digitale
postato da mario guaraldi in Biblioteche, Cronache dal Far Web, Editoria digitale, Eventi
Abbiamo del Far West la visione romantica (e magari anche drammatica) dei primi coloni che arrivavano e si insediavano in quei territori incontaminati e smisurati. Poi dev’essere velocemente subentrato l’inferno: la ferrovia, i villaggi che diventavano città, la speculazione, la corruzione, gli avventurieri, il malaffare…
Così nel Far Web.
Prima, pochi coloni romantici, qualche povero editorello scampato ai Cheyenne della PDE, qualche abile gestore di casinò on demand, insomma un paradiso da Tom Dooly. Poi di colpo tutti scoprono che anche nel Far Web si possono fare buoni affari e arriva la fiumana: produttori di hardware, venditori ambulanti di devices, distributori di manuali smaterializzati su come si guadagna con la compravendita di immobili, postini in veste di distributori digitali… I finanzieditori di città mandano in avanscoperta faccendieri e avvocati per tastare il terreno e metter pegno sulle situazioni più appetitose.
Tutto cambia nel web perché tutto possa rimanere immutato come nell’analogico: distribuire costerà sempre il 50% e il pricing del digitale imiterà quello cartaceo benchè non ci sia più da pagare carta stampa legatura libraio e via cantando la vecchia canzone dell’IVS, l’Imposta sul Valore Sottratto. Non una proposta, non uno straccio di Associazione confindustriale che si premuri di predisporre una Costituente della filiera editoriale, non un Osservatorio della Galassia libro digitale…
* E allora: ecco un gruppettino di amici che si ritrovano domani lunedì 26 aprile al Vega di Venezia – sotto l’ala protettrice di Monica Centanni (IUAV) e di Valerio Eletti (La Sapienza) – per tentare di mettere in piedi un “e-Book Consortium”. Per far che? Quello che altri non fanno. L’approccio alla lettura sta cambiando molto rapidamente come l’accesso alle informazioni; sta cambiando il concetto stesso di libro, di copyright e di editoria. Alcuni nuovi concetti si sono affacciati come la ‘coda lunga’, la ‘freenomics’, l’’open access’ (dichiarazione di Berlino) e lo straordinario fenomeno dei social network hanno ancora una volta messo in crisi e diviso i punti di vista degli editori, degli investitori, degli stessi lettori.
* Ecco l’ipotesi di dar vita a un polo di ricerca e sviluppo intorno alle questioni della lettura e della trasformazione digitale del libro e della conoscenza e dell’accessibilità massima garantita.
* Ecco l’idea di monitorare tutte le iniziative emergenti in ordine alle piattaforme distribuitive di contenuti digitali e in ordine ai nuovi devices prodotti e commercializzati.
* Ecco il progetto di un Osservatorio Permanente, che collabori attivamente con le eventuali fiere o Book Camp che si organizzano sul territorio.
* Ecco l’intenzione di favorire lo studio di nuove forme di tutela del diritto d’autore, chiamando a raccolta gli esperti e i giuristi specializzati (avvocati e docenti di diritto privato e internazionale) non escludendo l’ipotesi di giungere a formulare concrete proposte legislative da sottoporre ai vari Governi europei.
* E ancora, ecco la coscienza della necessità di tenere stretti contatti con il mondo Bibliotecario come canale fisiologicamente privilegiato di diffusione dei contenuti culturalmente rilevanti e spingerlo nella direzione sia del Prestito che della Vendita dei contenuti digitali (vedi MediaLibrary Online) e soprattutto verso la digitalizzazione e la diffusione su scala mondiale dei capolavori librari (Codici, incunaboli, libri rari e preziosi) conservati nelle nostre Biblioteche.
E a proposito di mondo Bibliotecario, a Milano la Regione Lombardia convoca per martedì 27, nell’ambito della Settimana della Cultura, alla Braidense, un piccolo Gotha di studiosi per dibattere su come si conserva il digitale; e la Sovrintendente Ornella Foglieni “apre” al mondo editoriale chiedendo al sottoscritto la relazione allegata che i più volonterosi potranno scaricare e i più temerari addirittura leggere.
Insomma, sommovimenti, bradisismi, piccole eruzioni di idee per contrastare la colonizzazione selvaggia di questo splendido e affascinante Far Web, all’alba del Secolo digitale.
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1500 libri in palestra
postato da mario guaraldi in Eventi, Varie

Il simbolo di “infinito” disegnato con 1500 libri sul pavimento di una grande palestra; 1500 STUDENTI di un liceo che divisi per classi arrivano ignari in palestra, al ritmo di una ogni 10 minuti, per scegliersi ciascuno un titolo fra i 33 classici disposti random a costituire l’infinito della cultura, da portarsi a casa, a fine mattina. Misterioso regalo di un piccolo editore all’estrema periferia dell’impero. Strana “libreria” virtuale e analogica al tempo stesso, questa che emerge dalla banalissima idea di regalare libri agli studenti invece di mandarli al macero. Poi, l’incontro in Aula magna, con 8 classi e i loro insegnanti, a seguire e interloquire con la lectio di Gian Marco Malagoli* sull’uso delle nuove tecnologie nella Scuola: ragazzi esterrefatti che ci si potesse “divertire”, imparando; insegnanti colpiti al cuore dalla facilità con cui il dovere si può trasformare in piacere: piacere della cultura, del fare cultura, dopo decenni di conati di vomito degli allievi di fronte alla mostruosità dei vecchi libri di testo, di clisteri di finta cultura… Piacere di insegnare in classi di nativi digitali felici di poter finalmente insegnare qualcosa ai loro insegnanti…
No, non è un sogno quello sto raccontando: è la telecronoca di un evento che potrete presto vedere** con i vostri occhi in rete, e che si ripeterà per 5 settimane in diverse scuole riminesi in cui si giocherà nel mese di novembre la stessa sfida lanciata al mondo della scuola…
Per tutti gli sfiduciati, un messaggio di speranza. Cambiare la Scuola, si può!
* scarica QUI il pdf della presentazione dell’evento e QUI l’abstract dell’intervento di Malagoli
**prossimamente su questo blog ;)
Mario Guaraldi è il fondatore dell'omonima 



